L’ipotermia perioperatoria (temperatura centrale < 36 °C) può verificarsi nei pazienti sottoposti ad anestesia in qualunque momento del periodo peri-operatorio. Dati riportati in letteratura dimostrano che l’ipotermia andrebbe evitata poiché associata a effetti negativi di tipo farmacologico, metabolico, cardiovascolare e inoltre può incidere su complicanze emorragiche intra e post-operatorie. Le Buone Pratiche Cliniche SIAARTI [1] raccomandano il monitoraggio della temperatura centrale in anestesia generale e loco-regionale durante gli interventi, nell’adulto, che hanno una durata superiore a 30 minuti e la dimissione del paziente dal blocco operatorio con una temperatura centrale di almeno 36 °C. Inoltre, il monitoraggio e il dato della temperatura devono sempre essere documentati nella cartella anestesiologica, per tutta la durata dell’anestesia fino alla dismissione dal blocco operatorio.
Tra gli Obiettivi Specifici all’interno del “Manuale per la Sicurezza in Sala Operatoria Raccomandazioni e Checklist” [2] viene più volte evidenziata l’importanza del monitoraggio della temperatura corporea. La gestione ottimale del paziente deve mirare alla normotermia peri-operatoria attraverso il monitoraggio appropriato della temperatura e, nella scelta del dispositivo, deve essere preferito, a parità di accuratezza, il sistema a minore invasività. Inoltre, in base al tipo di chirurgia e di anestesia, bisogna valutare l’utilizzo di dispositivi medici che contrastino la perdita di calore, come ad esempio, aria calda forzata e infusione di liquidi caldi.
Lo studio osservazionale avviato in collaborazione con 3M presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia ha lo scopo di formulare una proposta di protocollo operativo per la gestione della normotermia del paziente chirurgico, basato sulle Buone Pratiche Cliniche SIAARTI. Ciò è dovuto anche all’entrata in vigore della Legge 8 Marzo 2017, n.24 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” [3], detta anche Legge Gelli-Bianco, in cui viene contestualmente ampliato il ruolo assegnato alle linee guida e alle buone pratiche clinico-assistenziali (Art. 5).
Il progetto si sviluppa in diverse fasi, da quella osservazionale, detta anche di mappatura, a quella di auditing e dei dati raccolti.
Nello specifico l’acquisizione dei dati di temperatura sarà realizzata con il sistema di monitoraggio 3M Bair Hugger. Questo è un sistema non invasivo e molto accurato, in grado di rilevare la temperatura centrale del paziente con l’utilizzo di un sensore servo controllato riscaldato. Il sensore la crea una zona di perfetto isolamento termico, nel punto di monitoraggio, tra l’esterno e l’interno della calotta cranica, permettendo di compiere rilevazioni per tutto l’iter peri-operatorio.
Lo scopo di sviluppare suggerimenti operativi consiste nella creazione di un protocollo interno, o di un’eventuale implementazione, se già esistente.
Informazioni tecnico-scientifiche riservate al personale sanitario.
© 3M 2019. Tutti i diritti riservati.