L’impianto di sistemi Port-a-Cath ha rappresentato, e ancora rappresenta, un presidio di indubbia utilità nei pazienti che richiedono un accesso venoso stabile a lungo termine. Esso permette la possibilità della gestione domiciliare di terapie complesse, migliorando sensibilmente la qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, infezioni correlate all’utilizzo del dispositivo, sono paragonabili a quelle dei dispositivi meno “nobili”. Tra le strategie per la riduzione di tali eventi, è sicuramente riconosciuta la corretta medicazione del sito di puntura e stabilizzazione dell’ago no coring. Se consideriamo che una gran parte dei portatori di questo dispositivo gestisce a domicilio la propria terapia, possiamo facilmente comprendere quanto la sicurezza e facilità di utilizzo della medicazione giochi un ruolo fondamentale per la prevenzione degli eventi infettivi e delle altre comuni complicanze, quale la dislocazione dell’ago.
Nel caso specifico del catetere Port, la medicazione deve garantire degli aspetti essenziali:
Come abbiamo già detto, questi sono cateteri che vengono posizionati in pazienti che effettueranno terapie a lungo termine e la loro gestione si sposta sempre più spesso al domicilio del paziente stesso, coinvolgendo anche familiari e caregiver. Facile quindi comprendere come, in ambiente domiciliare, la possibilità di avere una medicazione integrata sicura, che rispetti le linee guida internazionali e che sia al tempo stesso di facile applicazione, diventi indispensabile e di maggior garanzia della compliance.
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