La preparazione preoperatoria svolge un ruolo chiave nell’abbassamento della flora batterica del paziente, attraverso azioni mirate a livello locale quali la doccia preoperatoria e la disinfezione del sito chirurgico.
Le tecniche preoperatorie, seppur accurate, non consentono tuttavia la completa eliminazione dei batteri, in particolar modo sopravvivono i batteri residenti situati nelle pieghe cutanee e a livello dei follicoli piliferi: tali batteri ricominciano a replicarsi precocemente, generando un progressivo incremento della carica batterica cutanea, con una conseguente possibile trasmigrazione dei batteri all’interno della ferita chirurgica. Inoltre l’utilizzo di strumentario chirurgico quali i divaricatori o alcune manovre meccaniche possono sicuramente essere vettori di ingresso ai germi presenti sulla cute circostante l’incisione. Tutto ciò espone il paziente al rischio di insorgenza di infezione della ferita chirurgica.
Come proteggere il sito chirurgico e limitare la replicazione batterica?
L’antisettico ideale dovrebbe possedere un’adeguata capacità di penetrazione, un’emivita lunga e un ampio spettro d’azione.
Le più recenti linee guida (CDC 2017, WHO 2016) raccomandano l’utilizzo di soluzioni a base di iodofori o di clorexidina in base alcolica. [1] [2]
La clorexidina, specialmente su base alcoolica, ha una rapida azione, possiede ottima capacità antisettica di superficie, ma scarso se non nullo potere di penetrazione laddove, come abbiamo visto, la replicazione batterica svolge il ruolo chiave nella contaminazione della ferita.
Gli iodofori, al contrario hanno un elevato potere di penetrazione negli strati cutanei profondi, esplicando un effetto battericida anche nei confronti della flora cutanea residente, ma vengono inattivati dal contatto con le sostanze organiche. [3]
In uno studio in vitro, Anderson analizza l’attività battericida (su inoculi MRSA) dello iodopovidone, della clorexidina e di entrambi i principi attivi per verificare se la loro combinazione presenti potenziali interazioni che inattivino l’azione biocida. I risultati mostrano come l’utilizzo sinergico dei due principi attivi determini una netta riduzione dell’attività replicativa. [4]
Si può quindi concludere che l’antisepsi con iodofori resta la scelta ottimale nella preparazione del campo chirurgico, ma laddove si voglia scegliere l’utilizzo della clorexidina, questa non è incompatibile con un successivo utilizzo di iodofori.
Le ultime linee guida sulla prevenzione delle infezioni del sito chirurgico [5] [6] suggeriscono l’utilizzo di un telo da incisione ad azione battericida allo scopo di ridurre il rischio di infezione, soprattutto in chirurgia pulita e pulita contaminata.
Ma quale sistema può rispondere al meglio a questi requisiti?
Il telo chirurgico ad azione battericida 3M Ioban™ 2 è un prodotto supportato da numerosi studi clinici che ne dimostrano l’efficacia in termini di rapidità e durata nel tempo. Il telo 3M Ioban™ 2 è classificato in classe III secondo il D.Lgs. n. 46/1997 e sue successive modifiche, in quanto incorpora una sostanza che, usata separatamente, può essere considerata un medicinale che può avere un effetto sul corpo umano con un'azione accessoria a quella del dispositivo, vale a dire l’azione battericida sui microrganismi cutanei.
Combattere le infezioni del sito chirurgico, anche attraverso l’utilizzo di questo importante dispositivo medico, diventa un passaggio fondamentale all’interno di un percorso di protezione del paziente. L’utilizzo di un Dispositivo Medico certificato in classe III e con adeguata bibliografia scientifica a supporto [7] [8] [9] permette di prevenire la contaminazione della cute e di ridurre il rischio di insorgenza delle infezioni della ferita chirurgica.
Ioban è la soluzione efficace che 3M mette a disposizione dei suoi partner, nel raggiungere insieme il traguardo ambizioso ma percorribile per avere un ospedale senza infezioni.
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[1] Centers for Disease Control and Prevention Guideline for the Prevention of Surgical Site Infection, 2017
[2] Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection WHO, 2016
[3] A. L. Casey1, T. J. Karpanen1, P. Nightingale2, B. R. Conway3 and T. S. J. Elliott1* Antimicrobial activity and skin permeation of iodine present in an iodine-impregnated surgical incise drape Journal of Antimicrobial Chemoterapy
[4] Anderson MJ, Mary E. et al: Efficacy of concurrent application of chlorhexidine gluconate & povidone iodine against six nosocomial pathogens. Minnesota 2010
[5] Prevenzione delle infezioni del sito chirurgico. Agenzia Sanitaria Regionale Emilia Romagna. Dossier 261. 2017
[6] Surgical Site Infection, NICE, 2013
[7] Jonida Bejko1 Tomaso Bottio1Comparison of Efficacy and Cost of Iodine Impregnated Drape vs. Standard Drape in Cardiac Surgery: Study in 5100 Patients J. of Cardiovasc.2015
[8] Y.Yoshimura Plastic Iodophor Drape during Liver Surgery: Operative Use of Iodophor-impregnated Adhesive Drape to Prevent Wound Infection during High Risk Surgery World Journal of Surgery, 2003
[9] Rezapoor Incise Draping Reduces the Rate of Contamination of the Surgical Site During Hip Surgery: A Prospective, Randomized Trial The Journal of Arthroplasty 2018